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Armi contro il colesterolo alto: quali le più potenti?

colesteroloCome abbassare il colesterolo? Quale farmaco garantisce dei buoni risultati proteggendo la salute del nostro cuore?

Delle risposte – anche se parziali – possono essere lette sull’ultimo numero degli Archives of Internal Medicine che pubblica gli esiti di una ricerca che ha messo sotto la lente di ingrandimento i trattamenti antilipidemici più in voga nella prevenzione cardiovascolare. Cioè statine, fibrati, resine, niacina, omega-3 e dieta ipolipemizzante.

Tra questi armi anti-colesterolo alto le statine e gli omega-3 sembrano quelli più promettenti.

Dalla revisione sistematica di un centinaio di studi clinici pubblicati tra il 1965 e il 2003 che valutano l’efficacia terapeutica di questi interventi antilipidemici su una popolazione complessiva di quasi 280 mila soggetti – spiegano gli Archives – è stato rilevato che le statine e gli omega-3 sono gli interventi più incoraggianti in termini di riduzione della mortalità sia totale che cardiovascolare, al contrario i fibrati sono quelli più deludenti.

Restano dietro le quinte le resine e le diete, per le quali non sono state riscontrate differenze così significative nella prevenzione sia primaria che secondaria.
“Il nostro studio conferma i benefici delle statine nel ridurre il rischio di mortalità totale e cardiovascolare nei pazienti con e senza cardiopatie e, inoltre, aggiunge prove a favore degli omega-3 nei pazienti cardiopatici”, specifica uno degli autori della studio, Marco Studer dell’Università svizzera di Basilea. “Nei pazienti in terapia con fibrati, invece, non viene osservata una riduzione di mortalità totale ma un aumento della mortalità per cause non cardiovascolari”.

In realtà fibrati e niacine sono molto efficaci quali antilipidemici: da un lato abbassano i trigliceridi nel sangue dall’altro incrementano i livelli del “colesterolo buono” (lipoproteine ad alta densità, HDL). Non a caso le attuali linee-guida ne raccomandano l’impiego nei pazienti con ipertrigliceremia, alti livelli ematici di lipoproteine a bassa densità (LDL) e nei pazienti con sindrome metabolica.

Tuttavia, come suggeriscono gli autori, gli omega-3 se impiegati nelle giuste dosi possono portare agli stessi benefici dei fibrati (riduzione dei trigliceridi) ma con il vantaggio di essere associati a una più bassa mortalità.

Fonte: Studer M, Brile M, Leimenstoll, et al. Effect of different antilipidemic agents and diets on mortality. Arch Intern Med 2005; 165:725-30.

Per combattere il colesterolo basta un qualsiasi integratore di omega-3?

Ma non tutti gli integratori di omega-3 sono uguali, per ottenere questi risultati contro il colesterolo alto sono necessari gli Omega-3 distillati molecolarmente e ad alta concentrazione, che contengano cioè almeno il 60% di omega-3 e siano puri, senza inquinanti… altrimenti i benefici degli omega-3 rischiano di essere annullati dalle sostanze tossiche che possono essere presenti nel pesce.

Inoltre per ottenere le stesse quantità di omega-3 con un integratore non concentrato bisognerebbe assumerne molte più capsule, mentre con un integratore di grado farmaceutico può essere sufficiente 1 capsula al giorno.

E’ meglio allora acquistare solo dalle aziende che sottopongono ogni lotto di produzione all’analisi di un istituto indipendente, riconosciuto a livello mondiale dai principali produttori di omega tre.

Questo istituto si chiama IFOS -International Fish Oil Standards con sede presso la University of Guelph in Canada- e sul loro sito è possibile trovare l’elenco aggiornato delle ditte e le relative analisi dei prodotti.

Proprio per l’elevata qualità del prodotto – praticamente è puro al 100% – questo tipo di olio è chiamato “di Grado Farmaceutico” – in inglese Pharmaceutical Grade Fish Oil, in sigla PGFO.
L’elenco delle ditte e delle analisi è consultabile sul sito di IFOS (in inglese) raggiungibile cliccando su questo sito.

Delle 34 ditte che producono olio di pesce di grado farmaceutico certificato da IFOS , il Miglior Acquisto è la canadese A-M B-Well perché:

  • i prezzi sono scontati fino al 40% rispetto ai concorrenti ed ha il rapporto qualità/prezzo migliore in assoluto, soprattutto se si acquistano più flaconi;
  • produce il più puro tra gli oli di pesce di grado farmaceutico: ha un contenuto di PCB (inquinanti tossici simili alla diossina) decisamente più basso rispetto ai concorrenti, e migliaia di volte più basso rispetto a quanto stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, praticamente ai limiti della tracciabilità;
  • A-M B-Well ha la certificazione IFOS su TUTTI i lotti di produzione, quindi hai la certezza di acquistare un prodotto purissimo e freschissimo;
  • A-M B-Well PGFO è prodotto nella forma di trigliceride naturale in modo da assicurare una biodisponibilità fino al 250% più alta rispetto alla forma di estere etilico contenuta in altri prodotti  (insomma devi assumere meno capsule per ottenere gli stessi effetti).
    A-M B-Well PGFO

Il certificato di analisi (virtualmente esente da inquinanti, concentrazione del 64% di omega-3) è consultabile qui: certificato omega-3

Aspetti negativi? Essendo un olio di pesce di grado farmaceutico ha un costo maggiore dei generici integratori da supermercato. Ma se si decide di utilizzare gli omega-3 per migliorare o mantenere la propria salute, non avrebbe senso acquistare un prodotto scadente, anche se economico.

Ti faccio poi notare che integrare la propria alimentazione con gli omega-3 di grado farmaceutico ha un costo giornaliero inferiore a quello di un caffè

Io acquisto da loro da più di tre anni, e sono soddisfatto (i pacchi arrivano per corriere in 3 – 4 giorni), e gli effetti sulle mie analisi del sangue sono evidenti.

Preferisco acquistare casse da 12 flaconi, in modo da avere lo sconto massimo, visto che comunque la scadenza è sempre lontana (3 anni circa).

Ho trovato anche qualche loro cliente sui forum online (prova a fare una ricerca su google), e sono contenti per il rapporto qualità/prezzo, guarda anche l’articolo di Guida Consumatore: www.guidaconsumatore.com

Si può acquistare su questo sito:

www.OlioDiPesce.it



P.S. Ricordo che gli omega-3 non servono solo per il colesterolo alto, ma hanno molte altre proprietà:

A livello cardiaco: diminuiscono il rischio di arteriopatia coronarica
diminuiscono del 20-40% il rischio di morte improvvisa durante o dopo
il primo attacco cardiaco.
A livello vascolare: riducono la pressione arteriosa
esercitano un’attività antiaggregante piastrinica (ostacolano la
formazione di trombi)
A livello delle dlslipidemie: innalzano il colesterolo buono HDL,
abbassano il colesterolo cattivo LDL, abbassano i trigliceridi.
A livello psicologico:
sono essenziali nella gestazione.
sono utili nella prevenzione della depressione post partum.
migliorano le forme di depressione maggiore.
facilitano il trattamento della schizofrenia e dei disturbi bipolari.
sono efficaci nella cura dei deficit di attenzione-me-moria-cognizione
(malattia di Alzheimer)
A livello sistemico:
rinforzano il sistema immunitario (si sono visti effetti benefici
nelle persone affette da morbo di Chron e Lupus)
sono in grado di alterare la produzione di leucotrieni migliorando le
capacità antinfiammatorie (per esempio nell’artrite reumatoide e nella
psoriasi)
Inoltre:
• sono costituenti delle membrane cellulari
• introdotti con la dieta rimpiazzano i grassi saturi rendendo le
membrane cellulari più fluide, prevenendone l’irrigidimento e il
deterioramento
• sono utili nelle funzioni del sistema ormonale
• aiutano il corpo a mantenere la sua temperatura

Spero di esserti stato utile e… in bocca al lupo per il tuo colesterolo alto!

Arriva dalla Preistoria la dieta anti-colesterolo

Come combattere l’epidemia di obesità, il boom di patologie cardiovascolari e l’enorme diffusione del diabete, tutte causate dalla super-alimentazione dell’uomo moderno? Tornando alle radici, cercando di capire per quale dieta è costruito l’uomo. Lo ha fatto un team di nutrizionisti canadesi, che ha provato a riscoprire la dieta tipica delle prime fasi dell’evoluzione umana in uno studio pubblicato dalla prestigiosa rivista Epidemiology.

Il corpo umano è costruito per funzionare con un regime alimentare del tutto diverso da quello adottato dall’uomo moderno, almeno nei Paesi occidentali. In un’era di inattività fisica e di abbondanza alimentare, l’obesità sta assumendo proporzioni epidemiche. Siamo programmati per mantenere costanti i livelli di glucosio nel sangue anche in periodi di grave carenza alimentare, ma il continuo introito di calorie manda in tilt il metabolismo causando l’esponenziale aumento di casi di diabete. E infine siamo programmati per sintetizzare colesterolo in un ambiente a basso introito calorico e in sostanziale assenza di grassi saturi e colesterolo alimentare, ma la dieta occidentale, ad alto contenuto lipidico, sta causando un vero boom delle patologie cardiovascolari.

Per la maggior parte del loro percorso evolutivo, i primati hanno fatto riferimento ad una dieta vegetariana ricca di fibre, povera di grassi saturi, carente di colesterolo, con carboidrati prevalentemente assunti in forma diluita, ricca in micronutrienti e sostanze fitochimiche e a bassa densità energetica complessiva. Quando l’Homo abilis abbandonò la giungla e colonizzò la savana, circa 2,5 milioni di anni fa, le sue abitudini alimentari dovettero necessariamente mutare, e si suppone che una delle nuove strategie adottate fosse quella di mettersi sulla scia dei grandi carnivori per cibarsi delle carogne lasciate dietro di loro, in competizione con gli sciacalli. Si suppone anche che l’abilità di costruire oggetti appuntiti derivasse dalla necessità di forare crani e ossa lunghe delle carogne per potersi cibare di midollo e cervello, ricchi di proteine e grassi.

Con l’ulteriore sviluppo della manualità, la caccia su larga scala diventò possibile, e l’introito di carne aumentò esponenzialmente. La rivoluzione agricola di 10.000 anni fa introdusse una ulteriore novità nella dieta umana, con la massiccia introduzione di cereali e quindi di amido. A questo punto fece la sua comparsa il diabete, descritto per la prima volta dagli Egizi. La Rivoluzione Industriale e la capacità di conservazione pressoché illimitata dei cibi a seguito dello sfruttamento dell’energia elettrica e dai progressi in Chimica hanno portato ad una enorme abbondanza di cibo per l’Homo sapiens, senza che il suo/nostro corredo genetico abbia avuto modo di adattarsi al cambiamento.

I ricercatori del Department of Medicine and Nutritional Sciences dell’University of Toronto guidati da David Jenkins hanno messo a punto una dieta modellata sulla situazione che si presume ci fosse nel Miocene, da 4 a 7 milioni di anni fa (vegetali a foglia larga, mandorle, nocciole, frutta) e hanno comparato i suoi effetti sul quadro lipidico generale con quelli ottenuti grazie ad altre due diete, una ‘Neolitica’ (cereali, legumi, latticini) e una terapeutica moderna (NCEP step 2: a basso introito di grassi saturi e alto introito di vegetali). La caratteristica peculiare della dieta Miocene è il consumo di cibi molto voluminosi (in media 5,5 kg di cibo quotidiano per un individuo di 70 kg), che ha fatto aumentare il tempo dedicato ai pasti (in media 8 ore al giorno). Dopo 2 settimane, i livelli di colesterolo LDL sono risultati minori del 33 per cento nei soggetti alimentati con dieta Miocene, del 23 per cento nei soggetti alimentati con dieta Neolitica e del 7 per cento nei soggetti alimentati con dieta NCEP step 2. dato ancora più significativo, il rapporto LDL/HDL è diminuito rispettivamente del 24, 12 e 5 per cento. La dieta Miocene ha avuto un impatto sul quadro lipidico generale equiparabile a quello di una terapia a base di statine. In relazione al problema dell’obesità, il volume imponente del cibo della dieta Miocene è una chiara indicazione dell’importanza del volume del cibo ingerito nel controllo dell’appetito. L’attività fisica rimane un fattore-chiave.

Fonte: Jenkins DJA, Kendall CWC. The garden of Eden – Plant-based diets, the genetic drive to store fat and conserve cholesterol, and implications for epidemiology in the 21st century. Epidemiology 2006; 17(2):128-30.

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