‘ COLESTEROLO ALTO? MEGLIO LA DIETA CHE I FARMACI’

Il Framingham Study è forse la più famosa ricerca longitudinale della recente storia della medicina.
E’ cominciata oltre quarant’anni fa nella località degli Stati Uniti da cui prende il nome e riguarda cinquemila uomini e donne sull’arco di più generazioni. Il suo scopo è vedere che cosa hanno di diverso coloro che nel corso della vita sono colpiti da infarto del miocardio, ictus cerebrale, disturbi coronarici rispetto a coloro che da tali malattie rimangono esenti.

“La risposta che abbiamo trovato”, dice il coordinatore dello Studio William B. Kannel, a Bologna per un convegno sull’ aterosclerosi della Fondazione Menarini, “è che la maggior parte delle malattie cardiovascolari dipende sia da una predisposizione genetica e sia da fattori ambientali, come abitudini sbagliate che possono essere corrette. Ne consegue che anche i soggetti con una storia familiare di infarto possono evitarlo cambiando stile di vita”.
Kannel si riferisce alla vita sedentaria, al fumo, all’ eccesso di peso, che sono altrettanti fattori di rischio.
Ci sono poi elementi indipendenti dalla volontà del singolo come l’ inquinamento e il clima (troppo caldo o troppo freddo) che pure contribuiscono alla malattia coronarica ma sui quali è difficile agire.

Un’ altra ampia indagine, questa volta scandinava, è stata ricordata a Bologna da Rodolfo Paoletti, che dirige a Milano l’ Istituto di scienze farmacologiche dell’ università.
Lo Studio 4S – questo il nome dell’ indagine – dimostra come il trattamento con Simvastatina di soggetti con colesterolo alto che hanno già avuto un infarto o soffrono di angina pectoris riduca del 40 per cento le recidive, cioè i nuovi infarti, e di circa il 30 per cento la mortalità generale, cioè non solo cardiaca, rispetto al gruppo di controllo. La Simvastatina è un farmaco della famiglia delle statine, che abbassa il livello di colesterolo; e l’ ipercolesterolemìa, o eccesso di lipidi nel sangue, è il principale responsabile dell’ aterosclerosi (ostruzione delle arterie), a sua volta all’ origine delle maggiori malattie cardiovascolari. La domanda è dunque la seguente: dottor Kannel, sarebbe il caso, secondo lei, di sottoporre tutte le persone che superano ‘ quota duecento’ , il livello massimo di colesterolo consigliabile, a trattamento con farmaci per ridurre la colesterolemìa? “No, non tutte indiscriminatamente”, risponde il cardiologo. “Tratterei con statine solo coloro che hanno più di un fattore di rischio, quindi non solo un eccesso di lipidi ma anche la pressione alta, il diabete, l’ abitudine di fumare eccetera.
A questo sottogruppo darei, sì, il farmaco, mentre a coloro che hanno il colesterolo alto e nient’altro consiglierei semplicemente di cambiare dieta, fare più movimento e così via”.

‘ Quota duecento’ è davvero un limite invalicabile? “Sì, noi pensiamo decisamente che il limite di sicurezza sia al di sotto di duecento, parlando della popolazione in generale. In proposito le ricordo che la media dei livelli di colesterolo delle vittime dell’ infarto è di 223″. L’ appello che Kannel lancia urbi et orbi è di misurare regolarmente, dopo una certa età, il livello di colesterolo e la pressione sanguigna. “L’ ipertensione”, dice, “è un disturbo molto diffuso. Riguarda il 30 per cento delle persone di mezza età e il 60 per cento degli anziani”. Oltre che molto comune, l’ ipertensione è asintomatica nel 95 per cento dei casi, nel senso che ci si può sentire bene anche essendo affetti da ipertensione grave. Da questo punto di vista il disturbo è quindi ancor più insidioso. Benché spesso silente, la pressione alta non manca di provocare danni. “Gli ipertesi”, dice Kannel, “hanno una probabilità di venire colpiti da infarto, ictus e simili tre volte maggiore dei soggetti normali”. Ma la metà degli attacchi di cuore nelle donne ipertese e il 35 per cento negli uomini passa inosservato. Il terzo consiglio del padre del Framingham Heart Study è dunque, dopo il controllo della pressione e del colesterolo, un elettrocardiogramma a intervalli regolari.

Fonte: Repubblica — 07 luglio 1995

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